creativando-creativando 1.0

Lui lavora con gli adulti…….che strano!

Sabato pigroso, eravamo a letto a chiacchierare quando ho fatto una domanda al barbuto:

(antefatto: il barbuto, da una settimana, ha cambiato sede di lavoro e si è trovato nuovi colleghi)

“Quanti anni hanno i tuoi colleghi?”

Vista l’età dei suoi colleghi, che presumibilmente va dai 30 ai 50 anni, ha decretato che lavora con gli adulti. Non mi pare strano che in un’azienda uno possa lavorare con gli adulti e non coi bambini…

Allora mi è sorta una domanda: “come dividi le fasce di età dell’uomo?”

da 0 a 2 anni: cucciolo (non è di fatto ancora un essere umano vero e proprio ma è come un cucciolo di qualsivoglia altro essere vivente appartenente al regno animale)

da 3 a 10 anni: bambino (comincia a relazionarsi al mondo degli umani e ad apprendere tramite il meccanismo del gioco; inizia, col percorso scolastico, anche l’inserimento nell’ambiente sociale)

da 11 a 23 anni: adolescente/ragazzo (si comincia a relazionarsi anche con i propri ormoni e con quelli degli altri, il corpo continua la sua crescita fino a completarsi in un corpo adulto; comincia a formarsi e ad accrescersi la capacità di astrazione; per la legge si diventa responsabili delle proprie azioni)

da 24 a 55 anni: adulti (si diventa pienamente coscienti del proprio corpo, che inizia il processo di invecchiamento a partire dai 20 anni quindi non sperate di sfangarlo; si entra appieno nel meccanismo sociale con la ricerca di affermazione e di indipendenza tramite la sfera lavorativa e/o famigliare fino al compimento di almeno una di esse)

da 56 a 75: anziani (ci si avvicina all’uscita dal mondo del lavoro e dal ciclo produttivo; si ha alle spalle un passato da ricordare e davanti la prospettiva di riavere il proprio tempo libero da potersi godere senza ulteriori intrusi)

oltre 75 anni: vecchi (i sopravvissuti; hanno alle spalle una vita lunga fatta di molte esperienze e sono la vera memoria storica a cui far attingere le generazioni successive).

postilla: un’ultima categoria sono quelli sopra i 100 anni (che definisco cordialmente con l’espressione “MACHILIAMMAZZAPIU’QUELLI”; la vera dimostrazione che la selezione naturale esiste e risparmia i migliori)

Chiudo dicendo che nelle definizioni delle età non ho messo riferimenti né alle energie corporee né al grado di curiosità e di voglia di imparare. Infatti, mentre per le prime c’è un percorso fisiologico prestabilito per cui cozzarci contro non serve a nulla, per la seconda basta rendersi conto che la curiosità e la voglia di imparare e di stupirsi non sono legate all’età e quindi basta che ciascuno le sappia coltivare lungo tutto il proprio percorso di vita per mantenersi attivo e vigile.

Dopo una simile spiegazione gli ho chiesto: “ma i neonati, i preadolescenti, i giovani, i giovani-adulti….. che fine hanno fatto?” al che ha risposto “tutte invenzioni che il cosiddetto MARKETING (nonché meglio definito come ARTE DI PRENDERE LA GENTE PER IL CULO) ha fatto per dare importanza in più fasi di età in modo da poter smerciare i propri prodotti assolutamente inutili e sterili per guadagnarci più soldi possibili”.

Questa pagina è stata scritta da: creativando-creativando (aka Fabiana) e vibrazioninelletere (aka Adriano, alias IL BARBUTO)

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