creativando-creativando 1.0

un grido di dolore

11/7/2010 ore 17.00
In un attimo la mia mamma non c’era….o meglio c’è ancora
La mia mamma non sarà più la stessa
Una bomba le è esplosa nel cervello
Una piccola bomba ha creato un danno enorme, un danno che a distanza di due giorni ha ancora la forza e la capacità di recare ulteriori danni

La mia mamma mentre cadeva a terra ha fatto la faccia della serie “cosa mi sta accadendo?”, non ero li in quel momento, ma so bene quale deve essere stata la sua espressione.

Ieri l’ho vista e facevo veramente fatica a riconsocerla, c’erano tubi, drenaggi, fili che le uscivano da ogni dove. Il monitor al quale era collegata indicava il battito del suo cuore, io ho fatto fatica a vedere il lenzuolo alzarsi e sollevarsi al ritmo del suo respiro. Volevo accarezzarla, ma non ci hanno lasciato entrare, vorrei poterle parlare…..ma è in coma farmacologico. L’unica cosa che mi rasserena è che lei non sta sentendo alcun dolore.

Il mio papà sembra un cane bastonato, ha compreso la gravità della situazione, ma allo stesso tempo ci ritroviamo a fare assieme lo stesso sogno: “rivoglio Gabriella”, “rivoglio la mia mamma”. Ma come ci siamo detti, proprio perchè ne siamo consapevoli, è solo un sogno e come tale resterà.
Il mio papà sembra invecchiato da un giorno all’altro.

La mia mamma nel corpo fisico, esteriore è la stessa di quando l’ho vista l’ultima volta, solo che sorrideva, era contenta: contenta dei progetti che stavamo facendo per la nuova casa, per il lavoro. era contenta perchè si stava godendo queste vacanze, era talmente rilassata che si era comprata un nuovo costume da bagno, una borsetta, voleva andare in giro per saldi….e si che era veramente difficile portarla in giro a fare compere.

Le prospettive sono tutto tranne che buone, se si dovesse riprendere il suo sorriso e la sua faccia da birba non saranno più gli stessi e sarà un cammino molto lungo.

Il saperla qua e il dover rientrare a casa sono una sofferenza nella sofferenza, il sapere di lasciare papà qua da solo ad affrontare il tutto è un’ulteriore sofferenza nella sofferenza.

In questi giorni stiamo vedendo come l’affetto degli amici, impotenti come noi, di alcuni parenti sia un sollievo nello spezzare, nel condividere il dolore.
Vicino a noi ci sono degli angeli in carne ed ossa che ci sostengono.

In questi giorni ho visto mio papà piangere per la seconda volta, lacrime strozzate, la voce rotta.
tra ieri ed oggi ho dovuto telefonare io ad alcuni parenti ed amici di famiglia, lui non riesce a parlarne senza piangere e quando qualcuno lo chiama per sapere come vanno le cose…vedi che cerca di fare telefonate corte per non mettersi a piangere.

Il mio papà che non vuole saperne di trasferirsi vicino a me, mi ha stupito. Quando arriverà il momento della riabilitazione, cercheremo un centro nella nostra zona in modo tale che non sia solo, in modo tale che anche io possa dargli una mano.

Il mio papà ha detto una cosa, appena ci siamo visti ieri sera: “Siamo maledetti!”
A questo non posso credere, ma posso capire che ha bisogno di trovare un perchè per tutto quello che sta accadendo alla donna che ama da 51 anni, e che vorrebbe ancora vicino a se come prima dell’ora di pranzo di venerdì.

io so solo che in questo momento non riesco ad augurarle di vivere perchè so che quello che l’aspetta lei non avrebbe mai voluto viverlo, ma allo stesso modo non riesco ad augurarle di morire perchè voglio la mia mamma. in questo momento dire e soprattutto vivere “Sia fatta la Tua volontà” mi riesce davvero difficile, ma so che solo nel momento in cui riuscirò a dirlo e a viverlo…ritroverò la serenità.

11/7/2010 ore 23.20
La vita della mia mamma è appesa a delle macchine, lei è in coma, del suo cervello nulla è più vivo e attivo
La mia mamma ora non prova più dolore, questo mi consola, il saperla sofferente sarebbe stato troppo.
Oggi pomeriggio mentre andavamo in ospedale ho fatto una preghiera al buon Dio e gliel’ho ripetuta davanti al tabernacolo (secondo me non è un caso che per andare al reparto della rianimazione si passi davanti alla cappella) “Signore, fa che io sia con papà quando gli diranno che la mamma non è più tra noi” e mentre eravamo li per vederla il medico ci ha chiamati subito e ci ha parlato a lungo con estrema chiarezza e usando parole semplici, che ci potessero risultare comprensibili anche in un momento di dolore: ci ha detto che la mamma non soffre perchè non sente più nulla, che ormai è in coma, che il suo cervello è completamente morto, che è tenuta in vita dalle macchine e che domani le faranno il test per decretare la morte cerebrale. Ci ha detto che ci chiederanno se siamo favorevoli o contrari alla donazione degli organi e in questo la risposta di mio papà mi ha stupito “almeno continuerà a vivere!”, sinceramente non sapevo cosa ne pensasse.
Domani sarà una lunga e dura giornata.
Oltre al mio papà sto cercando il modo di dirlo a zia Gabriella, vecchietta e sola, quindi ho già preso accordi per poterglielo dire in un momento in cui non sia sola e la stessa cosa sto cercando di fare con la mia madrina, Liliana, anche lei vecchietta e sola.
In questi giorni il Signore ci ha circondato di angeli in carne ed ossa, gli amici che ci sono vicini.

13/7/2010
cara mamma,
ieri vederti così immobile, così non più la mia mamma….è stato un qualcosa di indescrivibile
mi ha colpito la tenerezza del mio papà che diceva “e ora chi mi chiederà di scaldargli i piedi la sera?”….glielo chiedeva anche in piena estate, era il suo modo di dirgli “non ho voglia di andare a letto da sola”
Mio papà è spaventato di ritrovarsi da solo, nella vostra casa, a Roma
Non so se lo spaventi di più la solitudine per la solitudine o la tua assenza, il tuo prenderti cura di lui.
Da ieri si sono aperte nuove prospettive: ci trasferiamo noi a roma o papà a cossato? restiamo ognuno a casa sua? insomma è tutto da vedere.
Papà mi ha chiesto di aiutarlo a metter/dar via le tue cose, questo significa che non vuole creare un mausoleo a tua memoria, questo mi fa pensare che abbia voglia di andare avanti. Una delle mie paure è quella che lui si lasci andare e raggiungerti così velocemente.

15/7/2010 ore 16
Ieri è stato atroce.
Atroce doverti salutare per l’ultima volta, vederti per l’ultima volta.
Vedere le persone che ti volevano bene mi ha fatto capire quanto fossi amata e quanto amore avessi sparso con la tua vita. Un amore fatto di discrezione, di assenza di giudizio, di pacatezza, di parole buone. Lei non lo sapeva, ma era una donna di speranza, era arrabbiata con Dio per la mia salute e tante volte mi diceva “se avessi saputo tutto ciò non avrei fatto di tutto per averti”, io sono contenta di esserci, sono contenta di aver conosciuto e vissuto con la mia mamma..la mia personalissima fabbrica di ansia.

Ieri durante la Messa don Gianni ha avuto parole di speranza, di vita…della vita eterna per te e della vita terrena per noi.

Accompagnarti fino a bari è stato strano, un corteo funebre che pareva speedygonzales.
La cosa peggiore è stato sentire l’odore che usciva dalle canne fumarie del forno crematorio, mi è preso il voltastomaco, sapevo che stavano bruciando te: sono entrata nella sala d’aspetto e non ne sono uscita più fuori fin quando non ci hanno consegnato l’urna rovente con i tuoi resti. Hanno provato a non farti prendere da me, ma io ti ho preso fra le mie braccia, era l’ultimo abbraccio che potevo darti, non volevo che qualcun altro ti prendesse. Ti ho messa in macchina, ho bloccato l’urna e ti ho portata ad Erchie. L’unica cosa che non sono riuscita a fare è stato quello di deporti dentro il loculo, non ce l’ho proprio fatta! Quando hanno richiuso il tutto mi sono sentita strappare un pezzo di cuore: sapevo che eri morta, ma quel gesto ha messo la parola FINE su tutto. Volevano andar via senza scrivere il tuo nome sul loculo, sul cemento con uno zeppo di plastica l’ho scritto io, non tolleravo l’idea che li, in quel posto, dovessi perdere la tua identità.
La vicinanza delle persone che ti hanno amato e che amano noi, ci è stato veramente di conforto. In tanti hanno fatto qualcosa per farci star bene, per farci sentire a casa.

Ieri realizzavo che mia zia Lidia è rimasta sola, erano in tre: 20 anni fa se ne andò zio Roberto e tre giorni fa la mia mamma. Uno dei suo commenti è stato “e ora come faccio a prenderci il caffè ognuno a casa sua mentre ci facciamo una chiacchierata al telefono?”

Qui nel condominio tutti ci fermano, non vogliono crederci. Una delle bimbe mi ha detto “io giocavo sempre con la tua mamma, lei voleva sempre giocare con tutti noi”. La mia mamma amava i bambini, visto i suoi capelli bianchi, spesso la chiamavano nonna e lei gongolava.

Ieri pomeriggio, alla fine di questa lunga giornata, sono andata a trovare la Cia, è l’unica visita che ho fatto. La Cia è la mia nonna di scorta, ha 95 anni e voleva davvero tanto bene alla mia mamma. Come sono arrivata mi ha abbracciata e mi si è messa a piangere fra le braccia. Non se ne capacita, non ci vuole credere. La figlia mi ha detto che quando pensa di essere sola (è quasi cieca) si mette a piangere e dice “perchè lei che era ancora giovane e non io che sono così vecchia!?!?”
Sono domande a cui non ci è possibile dare una risposta.

Gli amici di famiglia continuano a telefonare, ancora increduli.
Alcuni che chiamano, tocca a me consolarli. Ho il cuore straziato dal dolore per la perdita della mia mamma e dalla preoccupazione per il mio papà che si è ritrovato improvvisamente solo. Spaventato. Ad Adriano ha detto “sono vecchio e solo, ho paura di non farcela a ricominciare da solo”

Con Adri stiamo pensando anche alla possibilità di trasferirci a Roma, e a questo proposito papà ci ha detto che casa è grande. Vedremo dove ci condurrà il lovoro, so che a questo punto ricomincerò anche a presentare qualche domanda di lavoro su Roma.

Vorrei poter levare tutto il dolore possibile al mio papà, anche se sono contenta di questo dolore, perchè significa che non stavano insieme per abitudine, erano veramente due mezze mele che si erano ritrovate e legate per la vita.

sta mattina ho sentito papà che si alzava, e allora mi sono alzata e mi fa “ancora non ci ho capito niente”…comincerà a capirci qualcosa quando anche noi saremo andati via.

mi aveva chiesto di dar via i vestiti che mamma aveva qua, ed io l’ho fatto mentre lui era via per accompagnare gli zii al treno. non volevo mi vedesse mentre mettevo la roba nei sacchi per la caritas.

sta sera cercheremo di farlo uscire, cerchiamo di farlo divagare un pochino….avrà fin troppo tempo per starsene da solo.

in questi giorni pensavo alla mia mamma e alle persone che avrà riabbracciato in cielo: suo papà, suo fratello (con il quale si sarà fatta una litigata clamorosa), la sua mamma, lo zio Pietro ecc ecc………..ma soprattutto potrà finalmente godersi mio fratello. Fino a pochi giorni fa io mi son goduta la mamma, ora tocca lui. Spero che da lassù veglino su papà e gli diano la forza di andare avanti.

cossato, 18/7/2010
ieri siamo rientrati ed è cominciata a crollarmi addoso la stanchezza e la tensione di questa ultima settimana.
oggi si è ricominciato a vivere, un vivere diverso senza più la presenza fisica della mia mamma.
oggi ho sentito papà sereno, ha passato la giornata al mare con amici di famiglia e coi loro nipotini.
papà fa progetti su come riorganizzarsi la vita, questa nuova vita che lui non si è scelto. Questo mi dà speranza per il suo futuro e per il nostro futuro con lui.

Dedicato alla mia mamma, ringraziandola per avermi donato la vita

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